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Blog animato da un
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Lui







 



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Mi libro su

La memoria
più lunga

F.D'AGUAIR





























"Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sulmarciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita"
Jack Kerouac

"Contestare e creare: sono le due parole che io direi
ad un giovane per educarlo. Deve imparare a contestare e
acreare. Non bisogna cadere dalla contestazione nello
scetticismo:occorre guardare alla storia. Sempre si sono
messe in discussione leconquiste di un'epoca dall'epoca
successiva.[.] La storia delle idee èstoria di lotte e di
conquiste, di contestazioni e di creazioni. Questesono le
parole che io direi ai giovani: contestate e create!"
LudovicoGeymonat

musica
Sonorità
24 luglio 2007


 


Disegno una serata diversa per…

sentir dialogare Randy Brecker con la sua tromba,
scoprire il fascino di un sassofono tra le gote rosee di Ada Rovatti,
ascoltare le narrazioni sonore di Dino Plasmati,
riconoscere nel suono dirompente di una tromba il mio generoso dispensatore di libri scolastici, Marco Sinno,
applaudire l’affiatamento della Lucanian Big Band.


E io (anche grazie a loro) sto scoprendo che la pulce gradisce molto il jazz.










permalink | inviato da sbloggata il 24/7/2007 alle 19:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
musica
Ricette a ritmo di jazz
27 giugno 2007

 


Prendete una serata calda ma accarezzata da un venticello lieve e salutare.
Posatela su una terrazza comodamente agghindata e fornita di sorseggi colorati.
Aggiungete un bel po’ di gente dipinta dal sole e con la testolina ritmicamente ondeggiante.
Il pepe lo mettono i ragazzi del Marasma, che con le loro note disordinate hanno dipinto l’aria in un allegro mosaico di colori.
Le spezie sono garantite dalla Lucanian Big Band che ha affilato i propri strumenti per lanciarsi in meravigliose acrobazie sonore di grande passionalità.
Il sale lo porta lui, Roy Paci, disegnato con il viso imporporato mentre il fiato si fa linguaggio e la musica si fa poesia dentro il ritmo dirompente di un piede che batte il tempo seguendo l’anima.
Per mescolare il tutto usate lui che, come un pifferaio magico, ha condotto le note dentro sinuosi sentieri facendole giungere sulle vette più alte per poi inabissarle nelle profondità marine, dentro viaggi in cui mi sentivo trasformata in novella esploratrice. 
Innaffiate il tutto con lo staff che ha saputo regalare alle stelle lucane una serata di musica e magia con la pacatezza dei toni e la grande fierezza dei modi.
La ciliegina sulla torta è riconoscere Sara, quella bimba diventata oggi donna, che presenta la serata e ci regala la genuinità di un “grazie” per aver applaudito al nobile tentativo di portare in città una piacevole ventata di jazz.
Non esagerate con i flash che rischiano di rendere pesante la ricetta quando impallano l’atmosfera e si accavallano alle note.


Se la ricetta è gradita ve lo confermerà l’applauso, fragoroso e entusiasta, accompagnato da sorrisi e strette di mano…perché in ogni banchetto c’è chi prepara le ricette e chi gusta le profumose golosità.
E io ieri sera mi sono leccata i baffi!      





permalink | inviato da sbloggata il 27/6/2007 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Io l'avevo detto!
20 novembre 2004


47° Zecchino d'Oro




vinto da "Il gatto puzzolone"








«Il gatto Puzzolone è allergico al sapone / non ha più un pelo bianco / perché non fa mai lo shampoo».






permalink | inviato da il 20/11/2004 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
Il pulcino ballerino
13 agosto 2004

 


Cercatela e ascoltatela, e canticchiatela, e sorridete, sentitevi scemi, sballottatevi se vi va, lasciate che tutta l’idiozia venga fuori, poi fatevi esplodere dentro quello che volete.

Ieri due piccoli occhi me l’hanno ricanticchiata, me l’hanno regalata, me l’hanno riconsegnata.

Io non so chi siete, né dove vivete, non so che pensate e cosa farete fra un attimo, non so se stanotte avete dormito, né se oggi lavorerete, ma ve la regalo…e non vi regalo un motivetto da canticchiare, vi regalo quello che ieri sera ho colto in un verdissimo prato di piccole note.

Questo è un blog, mannaggia, lo so…ma a me ‘sto blog mi fa uno strano effetto…dentro c’è gente che mi emoziona, e lo dico davvero, ora me ne vado quindi non devo neanche starmi a sorbire i vostri commenti…però andateci piano che qui ci si spezza…a piegarsi sono bravi tutti.


Dall'uovo gobbo
di una gallina zoppa
nacque un pulcino
che zoppicava un po'.

Sembrava triste
perciò la mamma chioccia
per consolarlo
l'hully gully gli insegnò

Per l'hully gully
di quel pulcino zoppo
grilli e cicale
facevan cri cri cri.

Il babbo gallo
scoppiava dalla gioia
e nel pollaio
una festa organizzò

Rit.
Ticche, tocche, ticche, tocche,
il pulcino dopo un po'
ticche, tocche, ticche, tocche,
a ballare incominciò.

Tre galletti verdi e gialli,
professori d'hully gully
il pulcino ballerino
salutarono così:
chicchirichì...

Chicchirichì...
Chicchirichì...





permalink | inviato da il 13/8/2004 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa
Nel silenzio di una nota
19 luglio 2004


 
La musica nella vita di ognuno di noi può rappresentare il comodo letto su cui adagiarsi quando si è stanchi di pedalare, o quella giusta spinta su una salita troppo ripida, o magari la sorsata d’acqua arrivata dopo l’arsura della corsa, o il traguardo finale in cui sollevare i pugni vittoriosi al cielo, ma può essere anche molto altro…
Lei s’insinua in qualche nostro modo d’essere, e nelle pieghe di una vita come tante dispensa note e ritmi dalle tinte più varie e dalle tonalità a volte distratte, senza accorgercene diventa movimento e quiete, silenzio e rumore, brio e opacità, alto e basso, pieno e vuoto, presenza e assenza di una giornata qualunque.

Nella vita di ognuno di noi la musica entra in mille modi diversi, come sottofondo distratto, passione vitale, incontro casuale, compagna di vita, amica inseparabile, è un bastone per un passo claudicante, una lente attraverso cui osservare il mondo, un pennello per colorare la propria vita, un motivetto da canticchiare sotto la doccia, un linguaggio per parlare, un’emozione per rabbrividire, una risata che si fa allegra nel lento dilatarsi di un sorriso, …

Nella mia di vita c’è sempre stato un profondo rispetto calato nel distacco. La musica è stata un sottofondo anomalo nel susseguirsi dei giorni, nel dispiegarsi di vicende, nell’aggrovigliarsi di parole.
Non l’ho mai cercata, l’ho sempre trovata.
Non l’ho mai scelta, è stata sempre lei a scegliere me.
Distratta da altro non vi ho mai dedicato troppa importanza. Non sono mai stata un’appassionata ricercatrice di qualche particolare nota, ritmo o voce. Forse perché è spesso una distrazione, posso fare più cose contemporaneamente, ma se in quella contemporaneità entra la musica tutto sembra riassorbito da quelle note e l’unico modo per fare altro è spegnere quella voce.
E in questo reciproco distacco mi sono spesso affezionata a delle note ma solo perché in alcuni momenti mi piaceva che fossero loro a riempire alcuni spazi da sottrarre al silenzio.


Premessa necessaria a capire come è stato accolto il prezioso consiglio di Bacco.


Una casa vuota, l’aria bagnata da una fresca serata d’estate, il sole che ti accalora il viso, il sapore della salsedine ancora sulla pelle, l’odore dei pini nell’aria, il lampione fulminato che a intermittenza illumina una macchina rosso fiammante, la sabbia nello zaino, un libro letto da riporre in libreria e uno nuovo da scegliere fra quelli parcheggiati sulla scrivania, qualche bolla di sapone, il silenzio disarmante della città che sfocia nella campagna addormentata, le formichine bastarde che in mia assenza hanno banchettato attorno ad una mollichina di pane dimenticata, i capelli umidi perché non mi piace asciugarli, e se spengo la luce non rimane che una voce in sottofondo ed una musica che sembra non aver bisogno di contorni, è come se avesse tutto… un microfono con una lunga asta al centro di un piccolo palco, un lungo vestito luccicoso, e l’atmosfera c’è tutta.

Se avessi una sigaretta ed un bicchiere con del ghiaccio da farvi roteare dentro credo che chiederei al mondo di fermarsi un attimo per lasciarmi scorrere in questo istante rubato ad una notte d’estate e ad una voce entrata per caso in questo silenzio.




permalink | inviato da il 19/7/2004 alle 0:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa
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