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La memoria
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F.D'AGUAIR





























"Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sulmarciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita"
Jack Kerouac

"Contestare e creare: sono le due parole che io direi
ad un giovane per educarlo. Deve imparare a contestare e
acreare. Non bisogna cadere dalla contestazione nello
scetticismo:occorre guardare alla storia. Sempre si sono
messe in discussione leconquiste di un'epoca dall'epoca
successiva.[.] La storia delle idee èstoria di lotte e di
conquiste, di contestazioni e di creazioni. Questesono le
parole che io direi ai giovani: contestate e create!"
LudovicoGeymonat

"Meno di zero" - BRET EASTON ELLIS -
14 novembre 2004

Il vuoto.

Quanto ci fa paura non trovare il fondo nelle cose? Non avere un orizzonte da fissare? Perderci in una domanda che non preannuncia risposte?
Quanto ci sentiamo inadeguati di fronte all’incompletezza di uno sguardo? All’assenza di un percorso? Alla frammentarietà di uno steccato?
Quanto ci piace usare la punteggiatura nei discorsi? Saperci fermare per divorare e sentirci sazi? Fuggire da un senso di vuoto che non ci appartiene? 

Ci piace avvertirci pieni, inebriati di una totalità rassicurante.

Eppure quel senso di vuoto, che non annulla le nostre sensazioni, anzi le moltiplica, le amplifica, ci appartiene, non c’è distanza fra noi e lui, non c’è nulla che riempia quello spazio.


Generalmente sono i “perdenti” a sentirsi vuoti, sono i depressi o gli emarginati a sentire quella “pochezza”, non noi, noi andiamo fieri della nostra pienezza, siamo P I E N I e abbiamo solo fame.
Ma mangiare quando si è sazi non procura che uno stato di malessere, di insoddisfazione nei gusti, di insofferenza verso una ricerca che non sazia.
Aggiungere strati su strati è come perdersi nella voglia di accumularsi senza riconoscersi.

Forse…è necessario esser vuoti per imparare a riempirsi.


Bret Easton Ellis racconta, nel lusso e nella noia di una generazione senza età, una di quelle pienezze di cui è necessario svuotarsi.
Ricolmi di soldi, di droga, di noia, di violenza, di silenzi.
E anche il sesso non può che essere violento, è di massa, è uno sfogo o uno svago, è un piacere liquefatto nello sperma che non conosce passione, n’è impulsi, nulla, è plastico.

"…cos'è giusto? Se si vuole una cosa è giusto prendersela. Se si vuole fare una cosa è giusto farla".
Una filosofia priva di dubbi, che assapora certezze effimere, che sorride di una morte che diventa spettacolo fra i vicoli di una caotica e notturna Los Angeles.
Giovani adolescenti, genitori ricchi, ricchissimi, splendide case sulla west coast statunitense.
Dialoghi che appassiscono fra i tavolini di un bar, sul bordo di una piscina, in un bicchiere troppo freddo, frammenti che raccolgono il vuoto dentro le parole, che riempiono uno spazio fra due silenzi.


Non si ha nulla da perdere, non si ha nulla da difendere, non si ha voglia di farlo.
Si svive.





permalink | inviato da il 14/11/2004 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
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