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Mi libro su

La memoria
più lunga

F.D'AGUAIR





























"Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sulmarciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita"
Jack Kerouac

"Contestare e creare: sono le due parole che io direi
ad un giovane per educarlo. Deve imparare a contestare e
acreare. Non bisogna cadere dalla contestazione nello
scetticismo:occorre guardare alla storia. Sempre si sono
messe in discussione leconquiste di un'epoca dall'epoca
successiva.[.] La storia delle idee èstoria di lotte e di
conquiste, di contestazioni e di creazioni. Questesono le
parole che io direi ai giovani: contestate e create!"
LudovicoGeymonat

vita familiare
Donne
17 marzo 2009


15 mesi

10,800 chili

79 cm



Ieri la cricetina ha fatto il vaccino morbillo_rosolia_parotite.
Questa volta la punturina non era sulla cosciotta ma sul braccino.

Premessa doverosa
Lei non ha mai pianto nelle precedenti vaccinazioni, dimostrando di essere una donnina forte, coraggiosa e determinata!
(orgoglio di mammà)

Mentre la dottoressa le faceva la puntura e io la bloccavo per evitare spostamenti e agitazioni improvvise, la sentiamo urlare e lamentarsi.
Cerco i suoi occhietti da pesciolino, per incoraggiarla a resistere.
….
e mi accorgo che le sue lamentele non avevano a che fare con la puntura ma con il crackers che stava divorando e che le era scivolato dalle mani!!!


Che donna!



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permalink | inviato da sbloggata il 17/3/2009 alle 22:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
letteratura
Una donna – Sibilla Aleramo
7 marzo 2009
 

Un libro.
Un regalo di Natale, ricevuto da chi ogni giorno ascolta le donne nel mondo e lavora per il riconoscimento dei loro diritti, continuamente violati, violentati, negati.
Il regalo di una donna che continua a combattere.


Uno dei primi libri femministi apparsi in Italia.
Un romanzo autobiografico, firmato con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo.

Una donna che racconta la sua vita vissuta a cavallo dei due secoli, dagli anni della fanciullezza fino alla maturità.
Il rapporto con il padre, la distanza dalla madre, la violenza subita, il matrimonio forzato e il disprezzo per il marito, la nascita del figlio, il tentato suicidio, la via della scrittura. La libertà e l’indipendenza pagate a caro prezzo.
Il dolore.

Sibilla, una donna che si racconta.
Quanto è dolce la scoperta di quella maternità che sembra far intravedere strade nuove, dentro cui ci si riscopre “migliori”, che dona alla vita “un aspetto celestiale” attraverso quel bacio lieve dato al proprio figlio.

Dacchè avevo letto uno studio sul movimento femminile in Inghilterra e in Scandinavia, queste riflessioni si sviluppano nel mio cervello con insistenza. Avevo provato subito una simpatia irresistibile per quelle creature esasperate che protestavano in nome della dignità di tutte sino a recidere in sé i più profondi istinti, l’amore, la maternità, la grazia”.
Scegliere la strada dell’emancipazione per Sibilla significa subire l’ennesima violenza: è costretta a lasciare il bambino per quella “seconda vita”, capace di renderla una donna diversa, una donna nuova.
Una donna che non potrà mai liberarsi dal dolore per quell’abbandono ma che ha dovuto scegliere.

E queste pagine acquistano un’intensità profonda, diventano il racconto di una madre al suo bambino, nella speranza che possa un giorno comprendere la tormentata strada che ha sentito di dover percorrere.


Un libro che ho finito di leggere oggi.
E’ trascorso più di un secolo da quando è stato scritto…
…eppure…
Sibilla è stata violentata dall’uomo che poi è diventato suo marito.
E oggi le sarebbe potuto accadere?
Sibilla ha piegato la testa alle continue violenze dell’uomo che viveva sotto il suo stesso tetto.
E oggi le sarebbe potuto accadere?
Sibilla ha subito il ricatto di un uomo che le ha tolto per sempre il suo bambino.
E oggi le sarebbe potuto accadere?

Sibilla FORSE oggi sarebbe una donna come tante altre. Affermata nel lavoro, con il suo bambino accanto e, chissà, con alle spalle una separazione.
MA Sibilla oggi potrebbe essere anche la stessa donna di un secolo fa. Le stesse violenze. Lo stesso silenzio.

Sibilla è ANCHE una donna dei nostri tempi.


Sibilla scriveva…
Quasi tutti i poeti nostri hanno finora cantato una donna ideale, che Beatrice è un simbolo e Laura un geroglifico, e che se qualche donna ottenne il canto dei poeti nostri è quella ch’essi non potettero avere: quella ch’ebbero e che diede loro dei figli non fu neanche da essi nominata”.

Un’innaturale scissione dell’amore.

Un’altra contraddizione, tutta italiana, era il sentimento quasi mistico che gli uomini hanno verso la propria madre, mentre così poco stimano tutte le altre donne”.


Rifletto sulle nostre radici.




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